Quando si nomina una missione cattolica spesso si pensa al compito del padre missionario di evangelizzazione; quindi impartire battesimi, matrimoni e predicare il vangelo in giro per i villaggi sparsi nella giungla.

Non e sempre e solo questo però: io nella mia esperienza in Mozambico ho notato che la promozione umana che ha fatto don Ottavo non è meno importante, significativa e risolutiva della stessa spiritualità.

Creare una coscienza , dare una motivazione al lavoro pratico, insegnare come sfruttare le poche risorse che il terreno offre e farne buon uso, come ad esempio creare dei corsi di medicina alternativa con le piante che crescono lì, alfabetizzare interi villaggi, creare delle prospettive di lavoro a lungo termine e per diverse generazioni, sono tutti esempi di come può un essere umano trovare il suo posto nel mondo anche in una missione sperduta come quella di Kavà.

Stefania (volontaria nella missione di Kavà)

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